
Il 27 maggio 2026, nella cornice di Palazzo Tadea a Spilimbergo, si è svolto l’incontro della Delegazione Nord-Est di AIBA (Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni). Un appuntamento significativo, inserito nella decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS , che ha messo al centro del dibattito un tema molto importante: l’evoluzione delle coperture assicurative per i rischi catastrofali a cinquant’anni dal drammatico terremoto in Friuli.
Se da quel tragico 1976 la cultura della prevenzione e la sicurezza delle infrastrutture hanno registrato progressi straordinari, oggi il mondo produttivo si trova davanti a una nuova sfida, non solo culturale ma anche legislativa. Nel nostro Paese è infatti entrato in vigore l’obbligo assicurativo contro gli eventi catastrofali (trovi un nostro approfondimento qui) per tutte le imprese iscritte alla Camera di Commercio.
Eppure, a distanza di un anno e mezzo dall’introduzione della norma, i dati ANIA fotografano una realtà preoccupante: la percentuale di aziende che si sono adeguate è ancora drammaticamente bassa. Perché questa resistenza? E perché il Nord-Est, cuore pulsante dell’economia italiana, sta correndo un rischio enorme?
Il “Modello Friuli” e la necessità di un cambio di prospettiva sui rischi catastrofali
Il terremoto del 1976 ha mostrato al mondo la straordinaria dignità e la capacità di reazione del popolo friulano. La ricostruzione fisica di quel territorio è diventata un esempio di efficienza e attenzione agli aspetti costruttivi. Oggi, tuttavia, la sola resilienza strutturale non basta più. È necessario un cambio di passo che integri la protezione finanziaria nella strategia aziendale. Gestire il rischio oggi non significa solo costruire capannoni più sicuri, ma garantire che, in caso di evento avverso, l’azienda disponga immediatamente della liquidità necessaria per ripartire, senza gravare sullo Stato o rischiare il fallimento.
La lezione della Biomedical Valley: perché l’assicurazione accelera la ripartenza dopo la catastrofe
Per comprendere l’impatto reale di una corretta gestione del rischio, basta guardare a un altro anniversario che ricorreva proprio in quei giorni di maggio: il terremoto del 2012 che colpì duramente la provincia di Modena, in Emilia-Romagna.
Il 20 e il 29 maggio di quattordici anni fa, una serie di violente scosse mise in ginocchio il distretto biomedicale di Mirandola: 13 miliardi di euro di danni complessivi, fabbriche distrutte e la produzione completamente ferma. In quel momento, il futuro di un intero comparto industriale, fiore all’occhiello della regione e dell’Italia, sembrava compromesso. La risposta del territorio fu eccezionale, ma a fare la vera differenza fu la lungimiranza strategica: autonomia e velocità.
Le aziende coperte da assicurazioni private contro i rischi sismici agirono immediatamente in totale autonomia, senza attendere i tempi della burocrazia statale (gli aiuti pubblici, alla fine, raggiunsero solo il 16% delle imprese coinvolte). I casi di successo: grandi realtà come Bellco e B.Braun ripartirono a pieno regime nel giro di pochissimi mesi, riuscendo persino a incrementare fatturato e occupazione entro la fine dello stesso anno. Sorin Group, nonostante decine di milioni di euro di danni, scelse di restare e reinvestire sul territorio. Oggi la Biomedical Valley ha raddoppiato il proprio fatturato rispetto al periodo pre-sisma, superando gli 1,6 miliardi di euro. Questa non è fortuna: è la dimostrazione scientifica di come la tutela assicurativa sia il più potente strumento di continuità aziendale (Business Continuity).*
Obbligo polizze catastrofali: cosa rischiano le imprese oggi?
Il parallelo con l’Emilia Romagna ci dice che il mercato e lo Stato stanno cambiando pelle. L’introduzione dell’obbligo di legge per le imprese non è un semplice adempimento burocratico o una “tassa” sulla sicurezza, ma una misura pensata per proteggere la catena del valore del sistema Paese. Continuare a rimandare l’adeguamento espone l’imprenditore a tre rischi principali:
- Vulnerabilità finanziaria: In caso di calamità (terremoti, alluvioni, esondazioni), l’assenza di un indennizzo privato può significare l’impossibilità economica di ricostruire.
- Esclusione dagli aiuti pubblici: La tendenza legislativa punta a deresponsabilizzare lo Stato come “risarcitore unico”, legando l’accesso a eventuali fondi pubblici alla presenza di una copertura privata.
- Danno reputazionale e di filiera: Clienti e partner internazionali richiedono sempre più spesso standard elevati di gestione del rischio; non essere assicurati significa essere l’anello debole della catena di fornitura (Supply Chain).
Il Broker Assicurativo come consulente strategico della Società Civile
In questo scenario complesso, la figura del broker assicurativo evolve. Non siamo semplici intermediari o venditori di polizze. Il nostro ruolo, come sottolineato anche dal Presidente Nazionale AIBA Flavio Sestilli durante l’incontro di Spilimbergo, è quello di veri e propri consulenti strategici per le organizzazioni e per la società civile. Il broker affianca l’imprenditore per:
- Analizzare e mappare i rischi specifici del territorio e della singola struttura.
- Evitare contratti inadeguati o ricchi di franchigie e scoperti che renderebbero inutile la polizza al momento del bisogno.
- Ottimizzare l’investimento, personalizzando le coperture in base alle reali necessità della continuità aziendale.
Il Nord-Est ha costruito la sua leadership economica sulla lungimiranza e sulla capacità di fare impresa. Oggi, proteggere quel valore non è più un’opzione: è il primo dovere verso il proprio futuro, i propri dipendenti e il territorio.
* La fonte di queste informazioni è un post dal profilo social di Biomedical Valley che ringraziamo per aver ispirato il discorso.
Vuoi verificare se la tua azienda rispetta i requisiti del nuovo obbligo di legge o desideri un’analisi approfondita del tuo piano di Business Continuity in ottica di rischi catastrofali?
Se l’intervento del nostro Ing. Nicola Burei ti è parso interessante, ha fatto sorgere delle domande a cui non trovi risposte e proposte adeguate

