Esiste un rischio cyber per business continuity e reputation aziendale?

Appuntamento Venerdì 27 maggio 2016 pomeriggio presso il Centro Congressi Four Points dello Sheraton Hotel di Padova. Margas Broker e Consulente di Assicurazioni e Tesla Consulting Informatica Strategica propongono convegno dal titolo “Gestire il Rischio Cyber per salvaguardare Business Continuity e Reputation“: strategie e strumenti per l’analisi, la mitigazione e il trasferimento del rischio alle assicurazioni. Il convegno è stato accolto nell’agenda di  ANDAF Nord-Est,  Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari Esiste un rischio cyber per business continuity e reputation aziendale? Ogni giorno le finanze aziendali sono a rischio. Non bastano la concorrenza, le variazioni dei tassi di interesse, un ritorno degli investimenti più basso di quanto pianificato, il cambio di alcune normative, oggi è obbligatorio proteggere le finanze: dagli attacchi che arrivano dalla rete internet dagli errori umani nell’utilizzo di tecnologie sempre più pervasive e depositarie del nostro business da guasti “digitali” o “analogici” che possono mettere in ginocchio l’operatività aziendale. Un semplice click, un computer temporaneamente incustodito, una “app” scaricata sul telefono aziendale possono portare ad un blocco di tutta l’azienda e per lungo tempo. Come se non bastasse questa nuova criticità cyber raramente viaggia da sola: dati criptati, siti clonati, violazioni di sistema, furto delle credenziali e della banca dati, l’utilizzo

DATI PERSONALI: DA SAFE HARBOR A PRIVACY SHIELD

Il World Economic Forum preconizza che i dati personali diventeranno una vera e propria asset class. ll mercato dell’advertising online che su questi dati si basa è in continua crescita (oggi si aggira intorno ai 68 miliardi di dollari) e così quello dei Big Data che probabilmente raggiungerà i 50 miliardi di dollari entro il 2017. L’Europa rappresenta un mercato di consumatori e i colossi della gestione di dati si trovano negli USA. L“UE-USA Privacy Shield” è il nuovo accordo sul trasferimento e trattamento di dati personali di cittadini digitali europei negli Stati Uniti che sostituirà dopo 15 anni il Safe Harbor, dichiarato invalido alla fine del 2015. Il mercato e i cittadini attendono di conoscere a breve le indicazioni operative. Eccovi una narrazione di questa storia. Il Trasferimento dei Dati Personali L’Art. 25 comma 1 della Direttiva 95/46 e l’Art. 44 del D. Leg. 196/2003 vietano il trasferimento dei dati fuori dall’Unione Europea (incluso Norvegia, Islanda e Liechtenstein) a meno che non vengano garantiti livelli di sicurezza adeguati e in presenza delle seguenti condizioni: Consenso scritto esplicito Per esecuzione degli obblighi derivanti da contratto stipulato in favore dell’interessato e in genere non in casi di relazioni commerciali b2b Il