Rischi catastrofali e obbligo assicurativo: perché il Nord-Est non può più permettersi di aspettare

Rischi catastrofali e loro impatto sul territorio; protezione e prevenzione di cittadini e imprese con le assicurazioni ed il contributo del broker assicurativo. Così Aiba è intervenuta nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile organizzato da AsVis, lo scorso 27 maggio a Spilimbergo organizzando un incontro pubblico dedicato al 50° anniversario del terremoto del Friuli. Qui le riflessioni portate dal nostro Nicola Burei, Senior Broker e Delegato Nord-Est della associazione nazionale dei broker assicurativi. Il 27 maggio 2026, nella cornice di Palazzo Tadea a Spilimbergo, si è svolto l’incontro della Delegazione Nord-Est di AIBA (Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni). Un appuntamento significativo, inserito nella decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS , che ha messo al centro del dibattito un tema molto importante: l’evoluzione delle coperture assicurative per i rischi catastrofali a cinquant’anni dal drammatico terremoto in Friuli. Se da quel tragico 1976 la cultura della prevenzione e la sicurezza delle infrastrutture hanno registrato progressi straordinari, oggi il mondo produttivo si trova davanti a una nuova sfida, non solo culturale ma anche legislativa. Nel nostro Paese è infatti entrato in vigore l’obbligo assicurativo contro gli eventi catastrofali (trovi un nostro approfondimento qui) per tutte le imprese

Assicurazione CATNAT. Avvertenze per l’uso

L’Assicurazione CATNAT, o delle catastrofi naturali, è divenuta obbligatoria con il Decreto n. 18 del 30 gennaio 2025. In questo articolo vogliamo approfondire gli aspetti che le PMI già assicurate devono tener presente per aderire in modo conveniente ed efficace al testo di legge. Perché approfondire l’assicurazione CATNAT per le aziende già assicurate per i rischi catastrofali prima del 2025? Ti ringrazio della domanda. Innanzitutto perché, finito il travagliato parto di questo decreto con il fiorire di interpretazioni e parziali proroghe, credo che sull’essenza del provvedimento sia stato detto praticamente tutto e sia possibile trovare online ogni genere di informazione. Penso quindi che possa essere di maggior utilità mettere a fattor comune quello che per il mio studio si sta rivelando un aspetto gravoso, ma anche sfidante: portare i nostri clienti alla compliance  con la norma senza indebolire la loro postura assicurativa. Come broker assicurativi ci troviamo infatti nella privilegiata e al contempo complicata posizione di avere mandato dal cliente per aiutarlo a rispettare la legge, consigliarlo al meglio per ridurre il profilo di rischio e reperire sul mercato assicurativo la migliore soluzione in termini di qualità e prezzo. Questo è il motivo per cui nel nostro parco clienti –

Proteggere le imprese dai danni indiretti. Ecco come e perché

Le aziende si assicurano per tutelare i beni aziendali dagli effetti di un eventuale sinistro. Esistono tuttavia tipologie di danni  che possono superare per entità quelli materiali e in grado di mettere in ginocchio  e far chiudere l’azienda. Parliamo dei Danni Indiretti o Danni da interruzione di attività. Ecco cos’è una polizza danni indiretti e a cosa serve. Il caso studio, positivo, di RONCADIN SPA. I Danni Indiretti questi sconosciuti Secondo quanto riportato in un articolo pubblicato su InsuranceReview 2018 e facente riferimento a dati del Comitato Europeo Assicuratori (C.E.A.), statisticamente, se il danno diretto è pari a 100, il correlato danno indiretto sarà pari a 247. Il dato naturalmente può variare in modo consistente a seconda del tipo di evento, di tipologia di attività svolta, della qualità della prevenzione e gestione del rischio. In Europa, inoltre, quasi il 90% delle aziende assicurate con Polizza Incendio estesa o All Risks si preoccupa di questi danni, assicurandosi extra. In Italia meno del 10% . L’ Osservatorio Assicurativo 2017 di NSA Soluzioni Assicurative ha rilevato a sua volta – su un campione di 5.000 PMI analizzate – come solo l’1,5% delle aziende intervistate sia assicurata per i danni indiretti, malgrado il 30% sia già stata effettivamente